Woodstock 2.0

settembre 14, 2008

La Woodstock dei blogger incorona Grillo: così apre corriere.it a propositodella  blogfest di Riva del Garda.

Strraordinario, lo so.

E non solo perchè fa presagire una serie infinita di baccanali e stravizi, sui quali spero calerà omertà pietosa da parte dei colleghi 😉 , ma anche perchè stride pesantemente con l’ idea (estremamente romantica) del giornalista_che_quando_non_sa_cosa_dire_tace (sono ingenua lo so, vogliate perdonarmi).

Bastava scorrere l’elenco degli sponsor e dei vincitori degli award, oppure sarebbe bastato seguire l’evolversi dei preparativi sui vari social network 😉 , per uscire con maggiore originalità eh eh giornalista del Corriere, vivaddio… 😉

Peggy Guggenheim (che in fondo qualcosa aveva imparato dalle sue frequentazioni con mariti e amanti artisti) scrisse che:”quando la creatività finisce, inizia il collezionismo“.

Per questo forse i quotidiani on-line infilano una perla di boiate dietro l’altra, perchè in una fase di vuoto del pensiero e dell’agire, la massima attualità sta nell’essere inattuali, per cui cosa di meglio che cavalcare il vintage di Woodstock o il conformismo dell’anticonformismo delle nominations? 😉

Ragazzi/amici bloggers, facciamo le nostre feste al riparo dell’horror vaqui del giornalismo mainstream, perchè ve lo dico col cuore in mano da brava ragazza tradizionalista: i blog migliori non sono manco stati nominati in quella kermesse. 😉

Non si è nominato nulla che sfiorasse minimamente la bioetica, i diritti civili, le nuove forme di scrittura e arti visive, ma si è esultato a Grillo come Imperatore della tecnologia weblog… mi sembra francamente esagerato che uno dei siti personali più visitati al mondo sia diventato il paradigma della libertà in rete 😉 .

il discorso vale anche per molti altri mostri sacri: sono sbrodolamenti, per quanto eleganti e formalmente corretti, autoreferenziali sul proprio centro di  massa (altresì detto ombelico); l’apoteosi del lirismo autocompiaciuto, l’invettiva politically correct: come siamo lontani dallo spirito caustico di tanti blog sconosciuti ma che, come direbbe Doris Lessing (perdonate il mare di citazioni):risplendono come una lampada nel buio 😉

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campCamp

agosto 19, 2008

Leggo spesso il blog di sketchin, uno dei miei preferiti: l’entusiasmo di questi giovani è spesso contagioso e con quel che costano gli antidepressivi…
Insomma, lasciando da parte le chiacchiere da gineceo, ho trovato un’ampia pagina sul prossimo barcamp sulle rive del Garda (interessante! se non altro per la location – e qui entra in campo la mia tendenza al cazzeggio, alla contemplazione delle montagne ed alla chiacchiera creativa).
Da questa pagina mi è sorta la solita idea cretina…
Ricordando quella che per noi babbie che non devono supplicare mai è il Vangelo, ovvero il Camp di Susan Sontag, il gioco di parole è presto fatto: perchè non realizzare un campCamp?
Lo trovate esilarante? Secondo me unirebbe l’universo web (n+1).0 alla generazione precedente che passava ore in camera oscura o in laboratorio o a leggere/studiare sui libri, magari anche li scriveva e diventavano fondamentali, come la già citata Susan Sontag con il suo “Sulla fotografia“, e che tuttora persiste in queste pratiche desuete (vorrei tanto usare un microformat “sarcasm” – come suggeriva mollydotcom).
Io che sono un ibrido tra questi due mondi, concepisco queste idee balenghe (qualcuno direbbe boiate, ma lo spazio commenti è libero!)

Che poi, le fotografie di famiglia, vogliamo parlarne?
Sono OT come sempre 😦