così parlò etc

ottobre 28, 2008

Dopo il corriere.it, ampiamente cazziato per le sue cazzate (mi consentano…) su facebook, poteva mancare il Sommo Bifo a dire la sua?

NO!

Mi sono iscritto a Facebook solo qualche settimana fa e ogni giorno provo la tentazione di fare un unsubscribe. Ma non sono le motivazioni di mcsilvan a convincermi del fatto che quel posto non mi piace, anche se come sempre mcsilvan coglie questioni importanti e fondate. Sono piuttosto le motivazioni cui accenna Paolo:
i social networks come Facebook sono progettati precisamente per incoraggiare la produzione perpetua di pseudocontenuti (pubblica la tua opinione, rispondi, commenta, tagga) nell’obbiettivo di “attivare” anche il più pigro e antitecnologico degli utenti. L’utenza si espande e la fruizione, diciamo così, “attiva” o “partecipativa” delle informazioni diventa di massa. Produzione di pseudocontenuti, finzione partecipativa, illusione di comunità e soprattutto illusione di essere ascoltato da qualcuno. Proprio così. Però io aggiungerei un’altra considerazione, perché la critica principale al social networking viene dal punto di vista della vita quotidiana. Su Il Corriere della sera di qualche giorni fa qualcuno ha scritto un pezzo sul tema: Facebook è per gli sfigati. Beh, le considerazioni del giornalista non erano proprio intelligentissime (si va in facebook per trovare una vecchia fidanzata, per ritrovare i compagni di scuola, si nasconde di avere un marito o una moglie chissà che non riesco a cuccare…) però a dir la verità mi sembra che la questione sta proprio qui (fuochino, fuochino…).
Mi pare che il social networking funziona essenzialmente in due direzioni:
la creazione di una falsa sfera pubblica, in cui credi di contare qualcosa e invece non conti proprio un cazzo, anzi più passi il tempo a dire la tua opinione liberissimamente lì dentro tanto meno la tua opinione cambia qualcosa.
E in secondo luogo la sostituzione della vicinanza dei corpi con una forma di corteggiamento gelido e inconcludente destinato alla rincorsa infinita di un piacere dell’altro che si dissolve.
Per il momento però non mi disiscrivo da Facebook. Infatti ho appena potuto insultare a distanza ravvicinata quattro esponenti del Partito democratico che stavano lì su su Facebook con la loro bella faccia da culo a rammaricarsi ed esprimere la loro solidarietà con i dipendenti di un giornale (Il DOMANI) di cui è proprietaria la Lega Coop. Un giornale che la Lega Coop ha finanziato qualche anno fa per favorire l’elezione di Cofferati, e che adesso, quando Cofferati è affogato nella merda, non serve più per cui buona notte al secchio.
I lavoratori del giornale, costretti ad accettare il ricatto, ora sono sul lastrico, e questi quattro pezzi di merda gli esprimevano la loro solidarietà. Io mi aggiravo nelle circostanze e li ho trattati come vanno trattati i colannini.
Per il momento rimango qui, perderò una mezz’oretta al giorno tra le cazzate, ma chissà…

vi prego, infierite…

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Woodstock 2.0

settembre 14, 2008

La Woodstock dei blogger incorona Grillo: così apre corriere.it a propositodella  blogfest di Riva del Garda.

Strraordinario, lo so.

E non solo perchè fa presagire una serie infinita di baccanali e stravizi, sui quali spero calerà omertà pietosa da parte dei colleghi 😉 , ma anche perchè stride pesantemente con l’ idea (estremamente romantica) del giornalista_che_quando_non_sa_cosa_dire_tace (sono ingenua lo so, vogliate perdonarmi).

Bastava scorrere l’elenco degli sponsor e dei vincitori degli award, oppure sarebbe bastato seguire l’evolversi dei preparativi sui vari social network 😉 , per uscire con maggiore originalità eh eh giornalista del Corriere, vivaddio… 😉

Peggy Guggenheim (che in fondo qualcosa aveva imparato dalle sue frequentazioni con mariti e amanti artisti) scrisse che:”quando la creatività finisce, inizia il collezionismo“.

Per questo forse i quotidiani on-line infilano una perla di boiate dietro l’altra, perchè in una fase di vuoto del pensiero e dell’agire, la massima attualità sta nell’essere inattuali, per cui cosa di meglio che cavalcare il vintage di Woodstock o il conformismo dell’anticonformismo delle nominations? 😉

Ragazzi/amici bloggers, facciamo le nostre feste al riparo dell’horror vaqui del giornalismo mainstream, perchè ve lo dico col cuore in mano da brava ragazza tradizionalista: i blog migliori non sono manco stati nominati in quella kermesse. 😉

Non si è nominato nulla che sfiorasse minimamente la bioetica, i diritti civili, le nuove forme di scrittura e arti visive, ma si è esultato a Grillo come Imperatore della tecnologia weblog… mi sembra francamente esagerato che uno dei siti personali più visitati al mondo sia diventato il paradigma della libertà in rete 😉 .

il discorso vale anche per molti altri mostri sacri: sono sbrodolamenti, per quanto eleganti e formalmente corretti, autoreferenziali sul proprio centro di  massa (altresì detto ombelico); l’apoteosi del lirismo autocompiaciuto, l’invettiva politically correct: come siamo lontani dallo spirito caustico di tanti blog sconosciuti ma che, come direbbe Doris Lessing (perdonate il mare di citazioni):risplendono come una lampada nel buio 😉


amico fragile

settembre 7, 2008

Oggi l’illustre statista, nonchè capo del governo e salvatore della Patria, Silvio Berlusconi, ha ricevuto sua Santità il Papa con una schietta stretta di mano.
Son cose che trascendono ogni fede religiosa (che comunque io non ho) e che fanno solo pensare a come la terza età sia abbandonata a se stessa.
Prossime tappe:
1. ricevere Ruini con virile manata sul pacco;
2. chiedere a Sarkozy di fare un puttan tour sugli Champs Elyséee;
3. indire una gara di rutti per vincere un bacio della principessa Masako (e poi celiare sulla fedeltà coniugale)
4. scegliersi come amico personale un criminale ex torturatore del KGB (fatto)


giù le mani

agosto 28, 2008

ranocchia
Sappiamo decidere da soli, non ci serve il parere del papa.
Se non vi piace guardate altrove.
da malvino


campCamp

agosto 19, 2008

Leggo spesso il blog di sketchin, uno dei miei preferiti: l’entusiasmo di questi giovani è spesso contagioso e con quel che costano gli antidepressivi…
Insomma, lasciando da parte le chiacchiere da gineceo, ho trovato un’ampia pagina sul prossimo barcamp sulle rive del Garda (interessante! se non altro per la location – e qui entra in campo la mia tendenza al cazzeggio, alla contemplazione delle montagne ed alla chiacchiera creativa).
Da questa pagina mi è sorta la solita idea cretina…
Ricordando quella che per noi babbie che non devono supplicare mai è il Vangelo, ovvero il Camp di Susan Sontag, il gioco di parole è presto fatto: perchè non realizzare un campCamp?
Lo trovate esilarante? Secondo me unirebbe l’universo web (n+1).0 alla generazione precedente che passava ore in camera oscura o in laboratorio o a leggere/studiare sui libri, magari anche li scriveva e diventavano fondamentali, come la già citata Susan Sontag con il suo “Sulla fotografia“, e che tuttora persiste in queste pratiche desuete (vorrei tanto usare un microformat “sarcasm” – come suggeriva mollydotcom).
Io che sono un ibrido tra questi due mondi, concepisco queste idee balenghe (qualcuno direbbe boiate, ma lo spazio commenti è libero!)

Che poi, le fotografie di famiglia, vogliamo parlarne?
Sono OT come sempre 😦


wedran day

agosto 16, 2008

Nella mia cerchia di buontemponi, la giovinezza era vissuta come un continuo inno al cazzeggio e alla convivialità ecumenica. Inventavamo scherzi e motti (oddio mi sembro Hermann Hesse durante una crisi bipolare!), uno tra questi fu l’invenzione del wedran day per il 15 agosto, notoriamente la giornata più sfigata dell’anno.
In friulano “vedran” significa “non sposato”, nubile, celibe, zitell*, ma anche orfano di ideologie e progetti planetari, di orizzonti ampi e ariosi, e via dicendo (come cantavano anche gli amati FLK).
Questo siamo diventati, ma ci restano gli aneddoti e i ricordi.
Felice wedran day.