gli eroi son tutti giovani e belli

ottobre 29, 2008

E su questo, non ci piove (che frase originale!) 🙂

Però solo l’idea che questa ragazza abbia la minima possibilità di scalzare o solo dare fastidio a quelle mummie sfumature del Nulla del PD, mi convince a mettere qui il suo spot, anche se questo blog non lo legge nessuno, io per prima 😉

dato che non mi funziona il codice, il link lo sparo diretto:
giulia innocenzi

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così parlò etc

ottobre 28, 2008

Dopo il corriere.it, ampiamente cazziato per le sue cazzate (mi consentano…) su facebook, poteva mancare il Sommo Bifo a dire la sua?

NO!

Mi sono iscritto a Facebook solo qualche settimana fa e ogni giorno provo la tentazione di fare un unsubscribe. Ma non sono le motivazioni di mcsilvan a convincermi del fatto che quel posto non mi piace, anche se come sempre mcsilvan coglie questioni importanti e fondate. Sono piuttosto le motivazioni cui accenna Paolo:
i social networks come Facebook sono progettati precisamente per incoraggiare la produzione perpetua di pseudocontenuti (pubblica la tua opinione, rispondi, commenta, tagga) nell’obbiettivo di “attivare” anche il più pigro e antitecnologico degli utenti. L’utenza si espande e la fruizione, diciamo così, “attiva” o “partecipativa” delle informazioni diventa di massa. Produzione di pseudocontenuti, finzione partecipativa, illusione di comunità e soprattutto illusione di essere ascoltato da qualcuno. Proprio così. Però io aggiungerei un’altra considerazione, perché la critica principale al social networking viene dal punto di vista della vita quotidiana. Su Il Corriere della sera di qualche giorni fa qualcuno ha scritto un pezzo sul tema: Facebook è per gli sfigati. Beh, le considerazioni del giornalista non erano proprio intelligentissime (si va in facebook per trovare una vecchia fidanzata, per ritrovare i compagni di scuola, si nasconde di avere un marito o una moglie chissà che non riesco a cuccare…) però a dir la verità mi sembra che la questione sta proprio qui (fuochino, fuochino…).
Mi pare che il social networking funziona essenzialmente in due direzioni:
la creazione di una falsa sfera pubblica, in cui credi di contare qualcosa e invece non conti proprio un cazzo, anzi più passi il tempo a dire la tua opinione liberissimamente lì dentro tanto meno la tua opinione cambia qualcosa.
E in secondo luogo la sostituzione della vicinanza dei corpi con una forma di corteggiamento gelido e inconcludente destinato alla rincorsa infinita di un piacere dell’altro che si dissolve.
Per il momento però non mi disiscrivo da Facebook. Infatti ho appena potuto insultare a distanza ravvicinata quattro esponenti del Partito democratico che stavano lì su su Facebook con la loro bella faccia da culo a rammaricarsi ed esprimere la loro solidarietà con i dipendenti di un giornale (Il DOMANI) di cui è proprietaria la Lega Coop. Un giornale che la Lega Coop ha finanziato qualche anno fa per favorire l’elezione di Cofferati, e che adesso, quando Cofferati è affogato nella merda, non serve più per cui buona notte al secchio.
I lavoratori del giornale, costretti ad accettare il ricatto, ora sono sul lastrico, e questi quattro pezzi di merda gli esprimevano la loro solidarietà. Io mi aggiravo nelle circostanze e li ho trattati come vanno trattati i colannini.
Per il momento rimango qui, perderò una mezz’oretta al giorno tra le cazzate, ma chissà…

vi prego, infierite…


amico fragile

settembre 7, 2008

Oggi l’illustre statista, nonchè capo del governo e salvatore della Patria, Silvio Berlusconi, ha ricevuto sua Santità il Papa con una schietta stretta di mano.
Son cose che trascendono ogni fede religiosa (che comunque io non ho) e che fanno solo pensare a come la terza età sia abbandonata a se stessa.
Prossime tappe:
1. ricevere Ruini con virile manata sul pacco;
2. chiedere a Sarkozy di fare un puttan tour sugli Champs Elyséee;
3. indire una gara di rutti per vincere un bacio della principessa Masako (e poi celiare sulla fedeltà coniugale)
4. scegliersi come amico personale un criminale ex torturatore del KGB (fatto)