La Woodstock dei blogger incorona Grillo: così apre corriere.it a propositodella blogfest di Riva del Garda.
Strraordinario, lo so.
E non solo perchè fa presagire una serie infinita di baccanali e stravizi, sui quali spero calerà omertà pietosa da parte dei colleghi
, ma anche perchè stride pesantemente con l’ idea (estremamente romantica) del giornalista_che_quando_non_sa_cosa_dire_tace (sono ingenua lo so, vogliate perdonarmi).
Bastava scorrere l’elenco degli sponsor e dei vincitori degli award, oppure sarebbe bastato seguire l’evolversi dei preparativi sui vari social network
, per uscire con maggiore originalità eh eh giornalista del Corriere, vivaddio…
Peggy Guggenheim (che in fondo qualcosa aveva imparato dalle sue frequentazioni con mariti e amanti artisti) scrisse che:”quando la creatività finisce, inizia il collezionismo“.
Per questo forse i quotidiani on-line infilano una perla di boiate dietro l’altra, perchè in una fase di vuoto del pensiero e dell’agire, la massima attualità sta nell’essere inattuali, per cui cosa di meglio che cavalcare il vintage di Woodstock o il conformismo dell’anticonformismo delle nominations?
Ragazzi/amici bloggers, facciamo le nostre feste al riparo dell’horror vaqui del giornalismo mainstream, perchè ve lo dico col cuore in mano da brava ragazza tradizionalista: i blog migliori non sono manco stati nominati in quella kermesse.
Non si è nominato nulla che sfiorasse minimamente la bioetica, i diritti civili, le nuove forme di scrittura e arti visive, ma si è esultato a Grillo come Imperatore della tecnologia weblog… mi sembra francamente esagerato che uno dei siti personali più visitati al mondo sia diventato il paradigma della libertà in rete
.
il discorso vale anche per molti altri mostri sacri: sono sbrodolamenti, per quanto eleganti e formalmente corretti, autoreferenziali sul proprio centro di massa (altresì detto ombelico); l’apoteosi del lirismo autocompiaciuto, l’invettiva politically correct: come siamo lontani dallo spirito caustico di tanti blog sconosciuti ma che, come direbbe Doris Lessing (perdonate il mare di citazioni):risplendono come una lampada nel buio


